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Primavera 2007

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Il senso del gusto per aiutarci a sopravvivere

 

Impariamo molto dai nostri sensi. Per esempio, secondo gli scienziati David V. Smith and Robert F. Margolskee, il senso del gusto ci aiuta a ricercare e a mangiare gli alimenti di cui abbiamo bisogno. Sempre secondo Smith e Margolskee, la dolcezza dello zucchero ed il piacere che vi associamo ci conducono verso il bisogno di carboidrati. Anche le carenze spingerebbero le persone. Per esempio, persone in carenza di sodio, saranno portate a ricercare alimenti ricchi di questo minerale. Il senso del gusto diventa quindi importante quando si tratta di ottenere quello di cui abbiamo bisogno per sopravvivere.


Allo stesso modo, il nostro senso del gusto, contribuisce a non farci mangiare cose dannose per il nostro organismo. Vi è, infatti, un legame stretto tra il gusto ed il disgusto. Generalmente, scartiamo qualsiasi sostanza troppo amara. Probabilmente non si tratta di un caso, in quanto molte sostanze tossiche per gli esseri umani hanno un sapore amaro, come la stricnina ed altre comuni piante alcaloidi.

Sembrerebbe che queste reazioni, il piacere ed il disgusto, siano presenti sin dalla nascita e che siano collegate al tronco cerebrale più basso. Questo dato è conosciuto dagli scienziati perché sia gli animali che hanno il cervello anteriore disconnesso chirurgicamente che gli esseri umani che sono nati senza cervello anteriore esprimono comunque il piacere ed il disgusto con le loro espressioni facciali. Il piacere ed il dispiacere provati con il gusto provengono dal fatto che gli animali, e quindi anche gli esseri umani, imparano dall’attrazione e dal rigetto dei sapori. In altre parole, se mangiamo qualcosa e proviamo disgusto, in futuro tenderemo ad evitare questo cibo. Questo riflesso ci protegge dall’ingerire sostanze dannose e mortali, mentre gusti piacevoli ci dirigono verso gli alimenti e le fonti di energia di cui il nostro organismo ha bisogno.

 

 

Intensi rapporti-cyber 
 

Secondo un sondaggio effettuato dal “centro scolastico Annenberg per il futuro digitale dell’Università della California del Sud”, il 43% degli utilizzatori di Internet che fa parte di una comunità online si dice “altrettanto strettamente legato” alla propria comunità virtuale che alle comunità del mondo reale alle quali appartiene.

“Come prevedevamo, più di un decennio dopo l’apertura dei portali del Web al grande pubblico, siamo testimoni dell’emergenza di Internet in quanto potente fenomeno personale e sociale,” afferma Jeffrey Cole, direttore del “centro scolastico Annenberg per il futuro digitale dell’Università della California del Sud”. “Da quando il web è diventato accessibile al grande pubblico nel 1994, Internet è stato una fonte di divertimento, di informazione e di comunicazione ma dal 2006 si sta verificando una vera crescita e la scoperta di nuovi orizzonti per questo strumento globale che la gente usa per accedere al mondo.”

Altri risultati:

•  Più di 1/5 dei membri di comunità online (23,3%) partecipa ad attività offline in relazione alla sua comunità online almeno una volta all’anno.

•  Quasi 2/3 (64,9%), dicono di essere coinvolti in cause a loro sconosciute prima di utilizzare Internet.

•  Più del 40% (43,7%) dei membri di comunità online partecipa più spesso in attività sociali da quando ha iniziato a fare parte di queste comunità.

•  Un numero importante di membri (56,6%) si collega alla propria comunità almeno una volta al giorno.

•  Il numero di utilizzatori proprietari di un blog ha più che raddoppiato nel 2003, passando da 3,2% a 7,4%.


• Il numero di utilizzatori che pubblicano foto ha più che raddoppiato in 3 anni, passando da 11% a 23,6%.

• 12,5% degli utenti Internet ha il proprio sito web.

•  Nel 2006, gli utilizzatori di Internet hanno dichiarato di essersi fatti 4,65 amici online che non hanno mai incontrato di persona.

•  Il fatto di connettersi online ha aumentato del 42,8% il numero di persone con le quali gli utilizzatori di Internet mantengono un contatto costante.


•  Nel 2006, il 37,7% degli utilizzatori di Internet ha dichiarato di comunicare di più con parenti ed amici da quando si connette ad Internet. Prima si trattava del 45%.