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Estate 2005 |
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Cercando la perfezione Due signori si incontrano su un aeroplano ed iniziano a parlare. Si fanno le solite domande e si scopre che uno di loro è sposato e l’altro non lo è. Ad un tratto l’uomo sposato chiede: “Perché non ti sei mai sposato?” Il single lo guarda pensieroso e dice: “beh, penso di non aver mai incontrato la donna giusta, sai”. “Ma dai!” risponde l’uomo sposato, “sono sicuro che hai incontrato almeno una volta nella vita una ragazza che avresti voluto sposare”. Lo scapolo pensa a quello che l’uomo sposato gli ha appena detto e risponde: “Beh, si, è vero”, dice, “c”è stata una ragazza, una volta…La ragazza perfetta. Anzi lei era l’unica ragazza perfetta che abbia mai incontrato. Tutto quello che faceva era assolutamente giusto. Era proprio la ragazza perfetta per me” “Allora perché non l’hai sposata?” dice l’uomo sposato. “Stava cercando l’uomo perfetto” risponde l’altro. -Adattato da www.OneSmartClick.com
Risolvere i problemi dell’universo nel tempo libero Albert Einstein soleva lavorare otto ore al giorno, sei giorni alla settimana, come un impiegato in un ufficio brevetti a Berna, in Svizzera. Di sera soleva uscire con i suoi amici ed avere conversazioni sulla fisica. Fu così nel suo tempo libero che Einstein cambiò le leggi di questa scienza. Forse è proprio per questo che il mondo lo apprezza ancora tanto. Persino dopo aver scritto e pubblicato quattro trattati sulla fisica, Einstein continuò a lavorare come impiegato all’ufficio brevetti. Dopotutto, non è forse questo ciò che vorremmo tutti: essere apprezzati per il nostro ingegno invece di essere giudicati per i nostri comportamenti da svitati in ufficio?
Infatti il lavoro che Einstein svolgeva all’ufficio brevetti potrebbe averlo aiutato, perché se si fosse trovato nel mondo accademico le sue idée sarebbero state prese e cambiate dai professori che erano allora al potere. Avrebbero mai ascoltato e creduto un ragazzo che pensava che lo spazio ed il tempo non fossero assoluti? Il suo lavoro lo aiutò probabilmente a mantenere la sua mente in forma, perché gli veniva chiesto spesso di valutare le invenzioni della gente. Per fare ciò doveva utilizzare i suoi poteri di visualizzazione e i disegni per collaudare le idee. Einstein scrisse: “Lavorare sulla formulazione finale di brevetti tecnologici è stata una vera benedizione per me. Ha rinforzato molti pensieri e mi ha donato degli stimoli importanti per sviluppare il mio pensiero fisico”.
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