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Primavera 2005

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Il numero 17 

Ci sono diversi e interessanti fatti legati alla sventura del numero diciassette. Qui sotto ne trova alcuni dei più curiosi.  

Sembra che già ai tempi dell’Antica Grecia si temesse molto il numero 17. I pitagorici infatti avevano il terrore di questo numero, per il fatto che si trova a metà tra 16 e 18, che sono gli unici numeri che rappresentano le dimensioni di un quadrilatero il cui perimetro equivale alla propria superficie. 

Questo povero numero sembrava essere un segno di malaugurio anche ai tempi degli Antichi Romani, i quali dimostravano una certa superstizione per il 17. Infatti, lo ritenevano un numero funesto, per il semplice fatto che la sua raffigurazione in numeri romani (XVII) era considerata un anagramma di "vixi", che in latino significa "vissi", vale a dire: "sono morto".

Pare inoltre che una delle ragioni della reputazione negativa del 17 abbia addirittura origine da una primitiva usanza del regno di Urartu, che si trovava vicino al monte Ararat (nell’attuale Armenia), dove i suoi abitanti realizzavano 17 sacrifici alla volta per entrare nelle grazie del loro dio. Alla stessa zona è legato un altro fatto, quello del diluvio universale che secondo la Bibbia, iniziò il diciassettesimo giorno del secondo mese e cessò il diciassettesimo giorno del settimo mese, quando Noè arrivò finalmente al   monte.

Oggigiorno in Italia, il 17 é ritenuto il numero più sfortunato,  e se cade di venerdì, giorno della passione di Gesù, diventa il giorno più sciagurato che mai si possa avere. Se poi l’uniamo ad un gatto nero che ci attraversa la strada in quel giorno, possiamo considerarci proprio scalognati! Certo, tutto questo vale solo se siamo così superstiziosi…

Non esiste anno o stagione senza un venerdì 17. Si goda Maggio e stia attento/a

a Giugno, perché ci sarà il venerdì 17!